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Pescia perde con la Sestese ma il rammarico riguarda altro

La Cestistica Audace Pescia, al rientro in campo dal turno di riposo, propone lo stesso copione dell'andata e perde nuovamente, e malamente, contro il Basket Sestese che si aggiudica anche il match di ritorno, al PalaBorelli, per 74 a 54.

I rossoverdi assaporano il gusto del vantaggio solo nei primissimi minuti di gioco, quando agguantano il primo possesso e mettono a segno i primi 5 punti della partita, poi l'inerzia passa nelle mani degli ospiti che conducono fino alla fine aggiudicandosi meritatamente la posta in palio.

Una partita giocata decisamente sottotono, e con i nervi tesi, dai ragazzi di coach Giuntoli che pagano un'altra bruttissima ed infelice serata al tiro, a differenza degli ospiti precisi da ogni parte del campo e che, con questa importante vittoria, con tre partite ancora da giocare visto il turno di riposo da osservare, mettono una seria ipoteca sulla certezza di giocarsi i play off.

Ovvia la delusione in casa rossoverde per la mancata possibilità, dato anche il contemporaneo scivolone del Cus Firenze con Montemurlo, di risalire sul podio in solitaria ma, soprattutto, tanta l'amarezza per la pesante sentenza del giudice sportivo emessa a seguito di quanto fatto mettere a referto dalla coppia arbitrale che ha diretto la gara.

In particolare è stata la sanzione, per offese di tipo razziale pronunciate ai danni di un tesserato dell’altra Società, posta a carico della Cestistica Audace Pescia in merito alla quale il Presidente Remo Ulivieri, profondamente rammaricato, ha parlato dicendo: «Ci stiamo già muovendo di conseguenza alle accuse. Ho già scritto in federazione per capire di cosa si tratta e cosa avesse scritto l’arbitro nel referto visto che, al momento, non ci è stato comunicato. Io seguo sempre le partite dagli spalti e non ho percepito la frase citata nel bollettino, come non la hanno percepita gli altri dirigenti e nemmeno i componenti della Sestese Basket, da me contattati personalmente, avevano sentito frasi di questo tipo. Durante un tiro libero, a quanto pare, ci sono state queste offese nei confronti di un tesserato avversario. In una società come la nostra, che predica in tutt’altra direzione con i giovani, è un macigno che cercherò di debellare al più presto. Mi dissocio da quanto è successo a nome di tutta la società, però se qualcuno l’ha fatto c’è poco da dire. Siamo qua per educare i ragazzi, e in caso le accuse siano confermate, c’è solo da chiedere scusa e lavorare per identificare un colpevole, se c’è. Mai si era verificato un fatto del genere ed il gesto isolato di un singolo non deve ledere l’immagine della nostra società che si impegna giornalmente nell’educazione e formazione dei giovani. Ci schieriamo a difesa di chi si è sentito legittimamente offeso da queste frasi e ci scusiamo di nuovo per l’accaduto con la società Sestese ed il suo atleta. Aggiungo e dico sin da ora che condanneremo e perseguiremo sempre, e in modo severo, il ripetersi di tali situazioni».






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